Analisi di una donazione: il 1° Capitano CC.RR. Oscar Godino

A seguito della generosa donazione della signora Gabriella Szaler, consultando il materiale ricevuto è stato possibile avviare un’accurata analisi storica che ha portato alla ricostruzione della vita e delle vicende dello zio, finora rimaste sconosciute.

Oscar Godino nasce a Prarostino (Torino, all’epoca Pinerolo) l’11 ottobre 1889. Si arruola giovanissimo nell’Arma dei Carabinieri Reali come semplice Carabiniere, venendo destinato alla Legione di Milano, da dove parte come volontario per la guerra Italo-turca in Libia, partecipando poi al primo conflitto mondiale: le sue decorazioni riportano le campagne dal 1911 al 1918.

Viene promosso Vice Brigadiere (1915), Brigadiere (1916) e Maresciallo d’Alloggio (1918), e il 20 novembre 1918, previa frequenza del corso, viene promosso S.Tenente. Ritorna in colonia dal 1920 al 1924.

Dopo le iniziali esperienza da Ufficiale, nel 1929 approda alla Tenenza di Montagnana (PD), dove conosce la futura moglie BETTINI Pisana, che sposerà nel 1930, non prima di essere stato trasferito a Mistretta (ME), che vedrà solo per un brevissimo periodo poiché sede di destinazione per Ufficiali non sposati. In questo periodo, constatato che Montagnana non ha una propria Sezione della Federazione Nazionale del Carabiniere in congedo, si fa promotore verso il personale in congedo del luogo per la sua istituzione, come da discorso rinvenuto tra il suo carteggio.

Tra il 1930 ed il 1932 comanda Novara e nel 1933 lo troviamo a Voghera (PV).

Nel 1934 e fino al 1936 sarà a Bitti (NU) dove, con grande intelligenza, capacità ed autorevolezza, riesce a porre fini ad una faida familiare che durava da parecchi anni, con molti omicidi, ottenendo il rispetto da ambo le parti e meritando un Encomio Solenne del Comandante Generale.

Sul finire del 1936 sarà trasferito alla Compagnia di Pordenone col grado di 1° Capitano, dove purtroppo morirà il 4 febbraio 1937 a seguito di una broncopolmonite.

È sepolto a Canda (RO), paese di origine della moglie, con la quale fu sposato solo per sei anni.

Nato nelle valli piemontesi tra il Pellice ed il Chisone, Oscar Godino è di fede Cristiano Valdese, ma ciò non gli impedì di arruolarsi nell’Arma, a dimostrazione dell’inclusività dell’Istituzione. Di indiscussa dirittura morale e profonda religiosità, il Capitano Godino decise spontaneamente che i figli fossero di religione cattolica come la mamma, loro principale educatrice. A sottolineare questo suo aspetto, durante la sua permanenza a Novara si preoccuperà di chiamare un sacerdote in caserma per la preparazione spirituale dei Carabinieri alla Santa Pasqua (Precetto Pasquale “ante litteram”?).

Uomo colto ed intelligente, durante il periodo coloniale aveva appreso alcuni dei dialetti praticati dai nativi, utili per meglio operare nelle sue funzioni, nonché utilizzati in occasione del viaggio di nozze che fece, portando la consorte nei luoghi ove aveva prestato servizio (Libia – Abissinia – Eritrea). Questa propensione all’apprendimento delle lingue gli tornò nuovamente utile nel periodo sardo allorquando, per meglio inserirsi nel tessuto sociale ed apprendere meglio i fatti, imparò il dialetto sardo.

Inoltre amava scrivere: tra il suo carteggio sono stati trovati componimenti poetici, stesure di opere teatrali ed altre tracce per racconti.