Ass.ne Collezione Antoniazzi
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ATTIVITÀ

IL PARCO DI SALVO: UN ALTRO IMPORTANTE TRAGUARDO RAGGIUNTO

Finalmente il bellissimo giardino coneglianese è stato intitolato al venerabile Salvo D’Acquisto, vicebrigadiere dei Carabinieri, decorato con medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Il 23 settembre 1943, durante una rappresaglia nazista, si assunse la responsabilità di un attentato mai commesso, sacrificando la propria vita per salvare 22 ostaggi innocenti.

Dopo decenni come servo di Dio, il 25 febbraio 2025 è stato dichiarato venerabile da papa Francesco. Il suo processo di beatificazione è in corso.

La cerimonia di intitolazione si è svolta alla presenza del sindaco Fabio Chies, del fratello di Salvo, Alessandro D’Acquisto, e di autorità militari, tra cui il comandante provinciale dei Carabinieri Massimo Ribaudo e il comandante della compagnia di Conegliano Gianluca Muscatello e di Guido Antoniazzi, presidente del locale museo dei carabinieri reali di cui Alessandro D’Acquisto è presidente onorario e di numerosi soci del sodalizio.

Questa intitolazione è un segno tangibile per mantenere vivo il ricordo di chi ha sacrificato la vita per giustizia e libertà», ha detto il sindaco. Il fratello Alessandro, visibilmente commosso, ha aggiunto: «Salvo sembra voler continuare a educare le nuove generazioni, offrendo un esempio di coraggio e valori in tempi di smarrimento».

Lieti di presentarvi queste belle immagini di una giornata indimenticabile per la Città di Conegliano e per la nostra Associazione che questo progetto l’ha fatto nascere, ma anche l’orgoglio di aver ospitato tre generazioni di D’Aquisto, il nonno Alessandro, la nipote Anastasia e il pronipote Giuseppe.

UNA GIORNATA A CORLEONE

Arriviamo la mattina presto a Corleone, con il sole già alto e che promette una giornata di caldissimo aprile.

Al cancello della Caserma dell’Arma ci saluta la mascotte, un grosso e cordiale pastore abruzzese che ha scelto questa come sua dimora ideale e sicura.

Grazie alla gentile accoglienza del Capitano Daniele Giovagnoli, conosciamo qualcosa in più di questa storica struttura dell’Arma, costruita nel 1934, un anno che la sua architettura non nasconde affatto. Nella parte destra dell’ingresso di Compagnia e Stazione c’è la struttura che ospitava una squadriglia del Comando Forze Repressione Banditismo, retta dal Capitano Carlo Alberto Dalla Chiesa dal 3 settembre 1949 al 22 giugno 1950, durante il suo primo arrivo nell’isola.

Il ricordo del “Generale” qui si respira forte, lo si legge negli occhi del Capitano quando ce ne parla, ma anche in quelli del giovane Maresciallo in sottordine, che ci mostra orgoglioso l’enorme foto esposta all’ingresso della loro caserma, una delle più belle e ben tenute che abbiamo mai visitato.

Grazie per averci permesso di scattare queste foto, che sono un emozionante salto nel passato della storia del nostro Paese e dell’eroismo dei nostri Militari in questa martoriata Terra.

La mattinata a Corleone prosegue con la visita al Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia e del Movimento Antimafia.

Si tratta di una struttura gestita da giovani e preparate volontarie, che ospita fotografie, disegni e documenti capaci di raccontare come la piaga della mafia sia nata e abbia avuto modo di crescere, fino a essere esportata oltre oceano per arrivare infine al maxiprocesso di Palermo.

La responsabile, Elena Gulotta che conosce gia anche la nostra realtà museale, posa volentieri con noi e ci accoglie con grande simpatia e cordialità.

La nostra guida Sophia è molto brava, ha poco più di vent’anni ma idee estremamente chiare. Fa parte della nuova generazione, quella che sta crescendo con una mentalità diversa, carica di speranza e determinata a costruire un futuro migliore.

Tantissime le foto che testimoniano gli orrori compiuti da cosa nostra, ma anche il coraggioso e difficile compito portato avanti dall’eroico Pool antimafia di Falcone e Borsellino.

La giornata è ancora lunga e vogliamo approfondire la conoscenza di due tra gli uomini simbolo dell’antimafia, il Colonnello Giuseppe Russo e il poliziotto italoamericano Joe Petrosino, caduti nell’adempimento della loro missione.

Per questo ci rechiamo subito a visitare i luoghi dove tragicamente, persero la vita per mano di Cosa Nostra.

Arrivando nella grande piazza di Ficuzza di Corleone, sulla sinistra lo notiamo subito, è un monumento dalla forma strana ben tenuto con due nomi, due martiri dell’antimafia.

In quel punto il 20 agosto 1977 il valoroso Colonnello Giuseppe Russo cadeva in un vile agguato insieme all’amico, l’insegnante Filippo Costa.

Dal 2000, la piazza porta il suo nome e quel monumento ricorda quel tragico giorno di agosto.

…..in fondo ai giardini di Piazza Marina di Palermo lo vediamo sbucare tra le piante che ornano il parco, e’ un basamento in ferro che fa da sostegno ad una grossa mattonella dipinta a mano che ricorda il luogo in cui fu assassinato il più famoso investigatore Italoamericano nella lotta alla mafia d’oltre oceano .

Quella sera del 12 marzo 1909, a Piazza Marina Joe Petrosino non si aspettava certo di cadere vittima di un agguato così lontano da New York, la sua patria acquisita ove prestava servizio come detective della Polizia.

L’abile e preparatissimo sergente italoamericano era appena giunto a Palermo in missione segreta per raccogliere prove su mafiosi e gangster di origine siciliana

La Rai nel 1972 gli dedicò la miniserie “Joe Petrosino”, una delle opere televisive italiane più significative di quegli anni. Diretta da Daniele D’Anza, raccontava la vita e la lotta del celebre poliziotto italo-americano Giuseppe “Joe” Petrosino, noto per il suo impegno contro la criminalità organizzata agli inizi del Novecento.

Il protagonista era Adolfo Celi, che con la sua presenza scenica imponente interpretava un Petrosino credibile, forte e drammatico. Ma uno degli elementi che davvero hanno lasciato il segno nella memoria collettiva è senza dubbio la colonna sonora. La sigla, “Quattro colpi per Joe Petrosino”, era cantata da Fred Bongusto, e si distingueva per l’atmosfera malinconica e intensa, perfettamente in linea con il tono della serie.

IN VISITA ALLA LEGIONE DI PALERMO

Grazie di cuore al caro Amico Generale Michele Di Martino che ci ha ospitato stamattina nella Sala della Memoria della Legione di Palermo, un suo meraviglioso progetto che contiene una vita di collezionismo di preziosi e unici cimeli che raccontano la storia dell’Arma in terra di Sicilia.

Bellissimo il dono di cui ci ha omaggiati, l’opera “La Real Arma dei Carabinieri e la Sicilia” realizzato con la sua insostituibile collaborazione documentale.

IN VISITA ALLA BASE DI AVIANO

Si è svolto presso il ristorante “Da Remo” a Conegliano il tradizionale apericena di inizio anno dell’Associazione Collezione Antoniazzi, il gruppo di volontari che gestisce il Museo dei Carabinieri Reali di Conegliano.

L’evento ha visto la partecipazione della maggior parte dei membri dell’associazione. Dopo un intervento del Presidente Guido Antoniazzi, il Sindaco di Conegliano Fabio Chies e il Comandante della Compagnia Carabinieri Maggiore Gianluca Muscatello hanno consegnato due nuove tessere associative.

I nuovi soci sono Chiara Dall’Armellina, giornalista freelance, già addetta stampa dell’associazione, e Michele Mastrosimone, Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Stato e Presidente del World Police Museum di San Biagio di Callalta (TV).

Insieme alle tessere, è stato consegnato un calendario esclusivo, omaggio del Comandante Generale dell’Arma Gen. C.A. Salvatore Luongo.

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copertina aviano
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CENSIMENTO DELLE TOMBE DEI CARABINIERI REALI OSPITATE NEI VARI CIMITERI DI CONEGLIANO

A seguito delibera della prima assemblea dei soci del 2025, abbiamo iniziato da una settimana l’attività di ricerca e catalogazione a vista nonché il censimento cartaceo di tutte le tombe di CARABINIERI REALI ospitate nei vari cimiteri di Conegliano.

Il progetto è quello di non far mancare più i fiori nelle tombe dei CCRR senza eredi, ma anche di portare in tutte, in occasione dell’annuale Festa dell’Arma, una coccarda Tricolore, quel Tricolore che hanno servito valorosamente in pace ed in guerra.

tombe carabinieri

UN BRINDISI ALLA STORIA: APERICENA DELL’ASSOCIAZIONE COLLEZIONE ANTONIAZZI

Si è svolto presso il ristorante “Da Remo” a Conegliano il tradizionale apericena di inizio anno dell’Associazione Collezione Antoniazzi, il gruppo di volontari che gestisce il Museo dei Carabinieri Reali di Conegliano.

L’evento ha visto la partecipazione della maggior parte dei membri dell’associazione. Dopo un intervento del Presidente Guido Antoniazzi, il Sindaco di Conegliano Fabio Chies e il Comandante della Compagnia Carabinieri Maggiore Gianluca Muscatello hanno consegnato due nuove tessere associative.

I nuovi soci sono Chiara Dall’Armellina, giornalista freelance, già addetta stampa dell’associazione, e Michele Mastrosimone, Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Stato e Presidente del World Police Museum di San Biagio di Callalta (TV).

Insieme alle tessere, è stato consegnato un calendario esclusivo, omaggio del Comandante Generale dell’Arma Gen. C.A. Salvatore Luongo.

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LA NOSTRA DONAZIONE ALLA DIREZIONE BENI STORICI DEL COMANDO GENERALE

Ci sono documenti troppo importanti per non essere custoditi nel luogo più idoneo dove poter essere liberamente consultati da studiosi e ricercatori.

Questo rapporto sull’impiego dei Carabinieri Reali nelle colonie di Eritrea della fine dell’ottocento, appena acquisito dalla nostra Associazione, poteva solo essere custodito nell’archivio della Direzione dei Beni Storici e Documentali del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, dove siamo orgogliosi averlo depositato.

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LA PRESENTAZIONE DEL PRIMO CALENDARIO DEL MUSEO

È stato presentato ieri nella Sala Consiliare del Comune di Conegliano il primo calendario intitolato “due passi al museo”, curato dall’Associazione “Collezione Antoniazzi – Museo dei Carabinieri Reali”, uno dei sei musei ufficiali presenti in città.

Sono intervenuti il sindaco Fabio Chies, il Colonnello Massimo Ribaudo, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Treviso e Guido Antoniazzi, Presidente dell’Associazione

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Il calendario è nato da un’idea dei soci per ricordare le date che hanno segnato la storia d’Italia e quella dei Carabinieri Reali: eventi importanti, avvenuti dal 1814 al 1945, a volte dimenticati nei meandri del tempo.

Nelle pagine del calendario si dipana un’operazione della memoria con 81 eventi distribuiti in 12 mesi, accompagnata dagli scatti di Francesco Galifi e Ivan Bresca che raccontano il prezioso patrimonio del Museo coneglianese, custode di oltre un centinaio di uniformi e migliaia di cimeli, testimonianza dei valori storici e culturali dell’Arma.

Il calendario, realizzato senza scopo di lucro in 250 copie grazie agli sponsor Fondiaria Sai di Raffaella Lazzarini e Banca di credito cooperativo Prealpi San Biagio, è stato donato a tutta la platea presente. Sarà distribuito a tutte le caserme dell’Arma della provincia di Treviso e a un centinaio di sindaci del circondario di Conegliano, oltre che a tutti i presidenti delle sezioni dei Carabinieri in Congedo.

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IL CAPO DELLA PROCURA DI TREVISO IN VISITA AL MUSEO DEI CARABINIERI REALI

Il Dott. Marco Martani, Procuratore della Repubblica di Treviso nel pomeriggio di ieri e’ stato in visita al Museo dei Carabinieri Reali di Conegliano.

il Capo della Procura Trevigiana accompagnato dal Colonnello Massimo Ribaudo, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Treviso e da suo figlio Paolo, ha percorso i “corridoi delle 100 uniformi” soffermandosi con noi in interessanti considerazioni sulla Storia dei primi 131 anni dell’Arma.

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INTENSA GIORNATA TRA NAPOLI E POZZUOLI

È stata una splendida e intensa giornata quella trascorsa tra Napoli e Pozzuoli.

La mattina presto Alessandro D’Acquisto con la moglie, ci hanno accolti ed accompagnati alla Compagnia Carabinieri di Pozzuoli.

Ci aspettavano il Comandante della Compagnia Maggiore Marco Liguori, il Comandante del NORM Tenente Maria Virgilio e il Comandante della Stazione Maresciallo Pasquale Bilancio, è stato emozionante donare un ingrandimento di un’antica foto conservata nel museo e ritraente il personale della locale caserma datata 1910.

Nell’occasione è stata consegnata ufficialmente la tessera in vetro che ha promosso Alessandro D’Acquisto da Socio a Presidente Onorario del nostro Museo.

Siamo quindi stati ospitati in una esclusiva ed interessantissima visita all’Anfiteatro Flavio con 2 guide d’eccezione, Raffaele Costantino, collega in congedo e Pasquale Liccardo.

L’emozione si è stemperata durante il conviviale pranzo in compagnia dei gentilissimi Amici della Compagnia di Pozzuoli.

Rientrati a Napoli ci siamo recati alla Basilica di Santa Chiara ed al Monumento di via Toledo per rendere omaggio all’eroe Salvo D’Acquisto.

ALESSANDRO D’ACQUISTO PRESIDENTE ONORARIO DEL MUSEO

Nella mattinata del 27 novembre 2024 negli uffici della Compagnia Carabinieri di Pozzuoli alla presenza del Comandante della Compagnia Maggiore Marco Liguori, del Comandante del NORM Tenente Maria Virgilio e del Comandante della Stazione Maresciallo Pasquale Bilancio, è stata consegnata ufficialmente dal Presidente la tessera in vetro che ha promosso Alessandro D’Acquisto a
Presidente Onorario del nostro Museo.

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LA VISITA DEL NUOVO COMANDANTE

Benvenuto al Maggiore Gianluca Muscatello, nuovo Comandante della Compagnia Carabinieri di Conegliano, in visita stamattina al Museo dei Carabinieri Reali accompagnato dal Maresciallo Giampaolo Dorigo.

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IL BRIGADIERE ANTONIO BUSCAROLI

Il brigadiere Antonio Buscaroli classe 1884 fu l’unico carabiniere di Lugo di Romagna caduto della Grande Guerra.

Stamattina grazie alla gentile ospitalità del Colonnello Andrea Lachi abbiamo potuto visitare la mostra di cimeli storici dell’Arma “Collezione Francesconi” allestita nel Comando Provinciale di Ravenna. Nell’occasione abbiamo potuto consegnare al Cap. Cosimo Triolo, comandante della compagnia di Lugo, il luttino originale stampato in occasione del decesso del sottufficiale ed una sua ingrandita riproduzione plastificata che verrà affissa all’interno del comando lughese.

Antonio Buscaroli tornerà così tra le mura della caserma che lo videro arruolarsi per non tornarci più a causa di una devastante broncopolmonite che lo uccise nel novembre 191

CONSEGNA QUADRO ANTICO

Il Tenente Giancarlo Da Ros, Presidente della sezione coneglianese dell’Associazione Nazionale Carabinieri ha mantenuto la promessa di cederci un giorno il suo piccolo tesoro, un meraviglioso dipinto della metà del secolo scorso raffigurante un brigadiere.

La consegna ufficiale si è svolta dopo un lungo periodo di restauro e recupero dei piccoli danni con cui il tempo lo aveva segnato inesorabilmente.

Oggi alla presenza di un gruppo di nostri soci il dipinto è stato messo a dimora in un anfratto del museo dove, idoneamente illuminato, farà bella mostra di sé per i nostri visitatori.

Da Ros lo ricevette in dono nel 1974 in occasione della Festa dell’Arma da un vecchio sarto di Moncalvo (Asti) dove egli prestava servizio presso la stazione dei Carabinieri.

Il barbiere gli raccontò che la famiglia della consorte lo ricevette in dono come eredità dalla vedova del brigadiere raffigurato come dono per averla amorevolmente accudita sino del suo decesso avvenuto a Moncalvo nel 1905. Purtroppo l’identità del sottufficiale è rimasta anonima in quanto il suo libretto personale che accompagnava la tela fu smarrito in epoca remota.

Un immenso grazie al Presidente da parte dei nostri soci e dei visitatori che da domani potranno ammirare questa splendida opera restaurata.

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IL SALUTO DEL COMANDANTE

Ringraziamo il Colonnello Fabio Di Rezze, Comandante della Compagnia Carabinieri di Conegliano, che prima del suo trasferimento per un nuovo prestigioso incarico a Udine oggi é passato a salutarci.

Durante il piacevole incontro gli abbiamo presentato le recenti acquisite armi lunghe e corte dei Carabinieri Reali del 1814 e la nuova vetrina dedicata ai nostri militari a Massaua (Eritrea) alla fine del secolo scorso.

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PARTECIPAZIONE ALL’ANNIVERSARIO DELLA MORTE DEL CARABINIERE ANTONIO MAMELI

..era il 13 maggio del 1930 quando il Carabiniere Antonio Mameli, unico militare presente nella locale Stazione CCRR ricevette la denuncia di furto da parte di una signora del luogo, alla stessa era stato asportato il portafoglio da parte di alcuni zingari accampati nei pressi del paese.
Subito il coraggioso militare inforcata la bicicletta di ordinanza si diresse verso il ponte sul fiume Torre di Manzano, lungo il percorso si fermò da un amico meccanico che a bordo della sua motocicletta si unì a lui nella corsa verso l’accampamento ma che purtroppo a causa della fine del carburante rimase a piedi dopo pochi chilometri.
Il militare arrivò quindi da solo a poche decine di metri dal ponte e raggiunto l’accampamento chiese agli zingari la restituzione del maltolto all’anziana, ricevendo prima l’aggressione da parte di un cane aizzatogli contro, le bastonate da parte di due donne dell’accampamento e infine uno dei nomadi gli sparò un proiettile in testa.
Lo sfortunato Carabiniere fu ritrovato morto dopo molto tempo e si presume anche dopo una lunga agonia.
Lo smisurato senso del dovere del Carabiniere Mameli, decorato con Madaglia d’Argento al Valor Militare segno’ tra la locale popolazione un solco di solidarietà e di amore per l’Arma senza precedenti.
Quest’atto di valore fece nascere una leggenda che i vecchi narrano ancora oggi, racconta che per molti anni chi la notte passava in bicicletta sulla strada che costeggia il luogo dell’efferrato delitto sentiva ancora delle urla provenire dal boschetto.
Ieri la nostra associazione ha avuto il privilegio di essere invitata alla celebrazione dell’annuale cerimonia di ricordo di quel triste giorno.

LA GRADITA VISITA DI MARTINA AL MUSEO

Stamattina ad un anno esatto dalla inaugurazione ufficiale non potevamo avere miglior ospite di Martina Pigliapoco, la giovane e coraggiosa Carabiniera che nel 2021 a Perarolo di Cadore (BL) salvò dal suicidio una @mamma salita su un ponte per intraprendere l’insano gesto.
E’ una ragazza semplice Martina, oggi presta servizio con il grado di Vicebrigadiere in provincia di Ancona ma torna volentieri in queste zone che ama molto. Con lei e suo marito Riccardo il tempo è davvero volato e la visita guidata da Guido e Silvano e’ diventata più un delizioso dialogo tra commilitoni, tra vecchi amici.
Tornate presto tra le nostre colline e i nostri monti, c’è ancora molto da vedere nella magica marca trevigiana.
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I CARABINIERI DELLE ROMAGNE

…nel lontano febbraio del 1860 ci volevano 12 galloni d’olio per alimentare le lampade della Caserma dei Carabinieri Reali di Bagnacavallo (RA).
È quanto é emerso a seguito dal nostro rinvenimento di una vecchia ricevuta emessa dal comandante di quella stazione nei confronti del Comune che effettuava ogni mese la fornitura del carburante.
Martedì abbiamo riportato a casa l’ingrandimento restaurato del documento consegnandolo agli attuali Carabinieri di Bagnacavallo nel corso di una piccola ma intensa cerimonia organizzata nel Comando Compagnia di Lugo di Romagna.
Alla presenza della Sindaca e della locale Associazione Nazionale
Carabinieri si è parlato dei Veliti e dei Carabinieri delle Romagne, predecessori dei Carabinieri Reali.
Un grazie di cuore da parte di tutti per l’ospitalità e la disponibilità va al Capitano Cosimo Friolo che ha organizzato magistralmente l’evento.

Restituita la lettera al figlio del deportato

Cerimonia ad Amelia per la restituzione di una lettera inviata dalla madre al padre maresciallo dei Carabinieri Reali detenuto in un campo di concentramento.

È stata una cerimonia commovente alla quale siamo arrivati dopo parecchi mesi di intense ricerche intraprese con un lavoro capillare e deciso perché volevamo assolutamente ritrovare il figlio del nostro collega sopravvissuto a uno dei più vili eccidi della storia militare, quello di Cefalonia, e a ben quattro lager tedeschi nonché al rientro dalla Baviera a piedi.
Non ce l’avrei mai fatta se non avessi la fantastica collaborazione nelle ricerche storiche ed anagrafiche degli Amici Generale Vincenzo Pezzolet, direttore della storica rivista Fiamme D’Argento, Maresciallo Maggiore Francesca Parisi del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Roma, Luogotenente Claudio Malagola Segretario della nostra Associazione, inoltre dei Comandanti delle Stazioni Carabinieri di Montiano, Spoleto, Gambettola e Amelia.
Tra i più bei ricordi di questa forte esperienza rimarrà il volto riconoscente di Fabio Ceccarelli che salutandomi mi ha guardato fisso dicendo “la sua faccia non la dimenticherò mai” !
“Neanche la sua” gli ho risposto.

VISITA AL MUSEO DELLA GENDARMERIA E DEL CINEMA DI SAINT TROPEZ

Ieri mattina abbiamo avuto il privilegio di visitare il Museo della Gendarmeria e del Cinema di Saint Tropez grazie alla magica ospitalità della sua Direttrice Laurence Durieux che ce ne ha raccontato la storia facendoci da guida d’eccezione.
Il Museo si trova nella storica sede della Brigata della Gendarmeria che la ospitò dal 1879 fino al 2003 e propone una sezione dedicata alla storia della Gendarmeria con una preziosa copia dell’atto di Fondazione del 1791 ed alcune uniformi storiche, armamenti ed equipaggiamenti. Nella mostra trovano curiosamente posto anche due uniformi dei “cugini” carabinieri italiani. Molto spazio è dedicato alla cinematografia sui gendarmi che dagli anni 60 ebbe suo principale protagonista Louis de Funes, ma non mancano omaggi alle numerose attrici ed attori che li recitarono contribuendo a far nascere il mito “Saint Tropez” come Brigitte Bardot e Romy Schneider.
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La foto della caserma torna a casa

Col San Martino cent’anni dopo

Stamattina abbiamo riportato nella sua attuale sede la foto opportunamente ingrandita della vecchia caserma dei Carabinieri di Col San Martino (TV) scattata all’inizio del Secolo.
Alla presenza del Comandante interinale della Compagnia Carabinieri di Vittorio Veneto e del Comandante di Stazione, la nostra Associazione ha donato la foto di quella che era sino agli anni 80 la storica caserma dell’Arma di uno dei presidi dell’alto trevigiano, allora sita in via Raboso.
Un evento che ha coinciso con la recentissima positiva conclusione dell’iter di acquisizione dell’immobile sede della Stazione, occupato dai militari dell’Arma sin dal 1981, da parte del patrimonio dello Stato. Iniziativa questa che arriva per prima in Veneto e seconda a livello nazionale, realizzata mediante l’impiego di risorse rese disponibili nell’ambito del progetto “Casa del Carabiniere”.
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Riunione conviviale 2023

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Questa sera piacevole incontro conviviale con la consegna degli attestati al Sindaco e ai soci della provincia di Treviso distintisi a giugno nell’organizzazione dell’inaugurazione del Museo.
Da sinistra il Sindaco Fabio Chies, Silvano, Chiara, Filippo, Ivan, Claudio e Guido.

Ritrovamento di importanti documenti scomparsi

Il Carabiniere Reale Longino Celebrin

Vent’anni fa in un mercatino a Verona compare un documento sulla prigionia di un Carabiniere Reale trevigiano, Longino Celebrin, catturato in Africa dai soldati britannici il 5 gennaio 1941. Lo acquista un antiquario che, saputo dell’esistenza a Conegliano della “Collezione Antoniazzi – Museo dei Carabinieri Reali”, lo cede qualche mese fa, sollevando la curiosità dei soci. Inizia un alacre lavoro di investigazione e ricerca sulla figura di questo giovane rappresentante dell’Arma e in poco tempo, grazie a Claudio Malagola, Filippo Cuscito e Guido Antoniazzi, si delineano i contorni di un altro frammento della storia dei Carabinieri Reali: un’ulteriore conferma al senso del dovere, pur tra le mille peripezie di una guerra complessa.
Il tutto nasce da alcune domande: cosa ci facevano i documenti di prigionia di questo carabiniere in un mercatino e quale vicenda testimoniano?
Le risposte sono state presentate in una cerimonia ufficiale nella sede del comando provinciale di via Cornarotta a Treviso il 6 dicembre, sugellata dalla restituzione dei documenti al nipote Tiziano Celebrin.
Longino Celebrin, classe 1919, inizia il suo percorso tra i Carabinieri Reali nel 1939. A ottobre dello stesso anno viene spedito in Libia, assegnato alla Divisione CC.NN. “23 Marzo” e mandato a sud di Bardia. Gli scontri con i nemici inglesi non mancano, ma anche gli episodi di solidarietà e di rispetto nei confronti dei prigionieri mantenendo fede all’etica dell’Arma, a volte a costo di creare attriti con le più insofferenti Camicie Nere. Nel dicembre del 1940, alla controffensiva britannica intorno a Bardia segue la capitolazione italiana e la cattura a gennaio dei Carabinieri, che vedono restituito un trattamento altrettanto rispettoso. Da prigioniero viene trasferito in India e nel settembre del 1943 aderisce al Regno del Sud, schierandosi di fatto con gli Alleati. Nel 1944 è inserito in gruppo destinato al rimpatrio, ma finisce nei campi di lavoro di Sheffield, nel Regno Unito. Qui trascorre i mesi impegnato in diverse mansioni lavorative mirate al sostegno bellico, ma ha anche il tempo per racimolare qualche soldo da spendere nei giorni liberi tra la gente del luogo.
Il 31 gennaio 1946 si imbarca sulla Queen Mary per ritornare in Italia, destinazione Napoli. Ognuno consegna i propri documenti, ma allo sbarco sono spariti senza lasciare tracce. Riappariranno oltre mezzo secolo dopo in un mercatino del Nord Italia… Ci vogliono otto giorni per sbrigare le pratiche di riconoscimento poi finalmente Longino Celebrin ritorna a casa e racconta la sua curiosa parabola bellica. Morirà senza mai sapere che fine avessero fatto i suoi documenti.

comando provinciale
comando provinciale

I cent’anni del Carabiniere Fulvio Infante

…..si tratta di quella roccia del Carabiniere Reale Fulvio Infante, zio del nostro socio Remo Buosi. L’associazione Collezione Antoniazzi, che in occasione del centenario compleanno ha promosso a distanza l’incontro con l’Arma in servizio, è profondamente grata al Comando Provinciale di Lucca.
Buon Compleanno Fulvio!

Piccola mostra a Treviso

In occasione della ricorrenza della Virgo Fidelis e dell’Anniversario della Battaglia di Culqualber

Presenti il 21 novembre 2023 con una piccola esposizione in occasione della celebrazione della Virgo Fidelis e della conferenza per l’anniversario della Battaglia di Culqualber organizzate dal Comando Provinciale Carabinieri di Treviso.

esposizione
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commemorazione
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L‘Italia di Salvo D’Acquisto

Spettacolo scenico a due voci

Tratto dall’opera di Lucio Polo
Regia Enrico Facchini
Interpreti Paola Storini Lino Pauletto Stefano Rigato

Il canto dell’Arma

Oltre cent’anni di sacrificio Son per te fulgido novello auspicio.

Capita sempre più spesso di riuscire a salvare dall’incuria (e addirittura dall’alienazione), vecchi cimeli che hanno fatto parte della storia dell’Arma per metterli a disposizione di studiosi e dei visitatori della nostra mostra. Questa volta vorremmo proporvi un brano che abbiamo ritrovato e che ci e’ piaciuto molto, risalente all’inizio del ‘900, che celebra gli eroismi e le glorie dell’Arma.

Il canto dell’Arma TESTO:

1^ Strofa
Oltre cent’anni di sacrificio Son per te fulgido novello auspicio.
E il sacro simbolo della tua gloria sa il bacio cogliere d’ogni vittoria.
Ond’é che brillano le tue medaglie che ben ricordano cento battaglie.
E nomi recano d’invitti eroi Fior nobilissimo dei figli tuoi.
Ritornello
Arma fedele, nave possente, Che il mar dei secoli solchi fulgente,
Ai venti spiega le antiche vele, Arma gloriosa, vecchia e fedele!
2^ Strofa
Canta la gloria dei tre squadroni Ch’ebber di fuoco spade e speroni,
Ed a Pastrengo, nel fato incerto,
Di gloria attinsero novello serto.
Canta del prode tuo reggimento Le gesta eroiche nel gran cimento,
Quando coi fanti prese dimora E saldo stette là sul Podgora.
Ritornello
Arma fedele, nave possente, Che il mar dei secoli solchi fulgente,
Ai venti spiega le antiche vele, Arma gloriosa, vecchia e fedele!

La nostra intervista a Alessandro D’Acquisto

“Salvo, eroe del popolo e dell’Arma, strumento di Dio”

Per l’inaugurazione della “Collezione Antoniazzi – Museo dei Carabinieri Reali” è giunto a Conegliano, come ospite d’onore di una due giorni di eventi che hanno visto protagonista la storia dell’Arma, Alessandro D’acquisto, il quale ha ricordato il valore della memoria e il vero significato di essere un “eroe”.

Ha dedicato l’intera vita al ricordo di suo fratello Salvo, un eroe non solo per l’Arma dei Carabinieri, ma soprattutto per la patria. Come vive questa “responsabilità della memoria”?
“Il mio è un doveroso omaggio alla vita e alla fine che ha fatto mio fratello. Sento il dovere di aderire alle richieste che mi vengono fatte dalla popolazione. Tutta la storia di Salvo, fino alla traslazione delle spoglie nella basilica di Santa Chiara a Napoli sono state volute dal popolo, compresa la concessione della Medaglia d’Oro. Noi non abbiamo chiesto mai niente. Il popolo ha fatto conoscere la vicenda di Salvo e finché lui mi darà la forza presenzierò come sono venuto oggi qui da voi”.
Come mai le spoglie sono state trasferite?
“È un po’ come uno dei misteri che avvolgono i santi. Io non ne sapevo nulla, le spoglie si trovavano nell’importante mausoleo di Posillipo, una tomba bellissima per i Caduti della Patria, poi un umilissimo francescano s’interessò come se interpretasse una volontà di Salvo che forse preferiva stare in mezzo alla gente, e quindi si potrebbe dire vox popoli vox dei”.
A distanza di così tanti anni dagli eventi e dalla prima visione dello spettacolo teatrale “L’Italia di Salvo D’Acquisto” è cambiato qualcosa?
“La prima volta che vidi lo spettacolo fu in Toscana e rimasi veramente impressionato. Adesso lo hanno allungato un po’ inserendo la vicenda dei caduti di Nassiriya e di un libro che è stato fatto nel frattempo, ma la sostanza rimane la stessa. È importante invece che venga portato nelle scuole, come hanno detto gli attori, perché si trasmetta la storia e sotto il profilo educativo”.
Perché è importante portare avanti questa memoria?
“È importante per i vivi che questi episodi siano di insegnamento, soprattutto per i giovani, non perché vengano imitati, ma perché attraverso questi esempi capiscano che la vita è degna di essere vissuta e preparano alla tolleranza, alla comprensione, all’educazione. Ultimo, ma non ultimo: l’amor di Patria. Quando questo è inteso nobilmente non solo va a vantaggio della popolazione italiana, ma di tutte le popolazioni e diventa modello di integrazione e noi in Europa ne abbiamo bisogno, nella speranza che non si accresca il degrado. Nella povertà si accresce anche la virtù e invece quando c’è edonismo si rischia di perdere la civile convivenza. Questi episodi, se bene partecipati, servono per i giovani a rinvigorire la virtù”.
Ha colto nel tempo dei cambiamenti nella sensibilità dei Carabinieri nei confronti della figura di Salvo D’Acquisto?
“Devo dire onestamente che i Carabinieri lo venerano, nel vero senso della parola, e mi dimostrano sempre tanto affetto. Mi è capitato che quando gli veniva detto che ero il fratello si togliessero il cappello e mi facessero vedere che tenevano il santino dentro. Ci tengono molto e devo dire che la venerazione verso Salvo si è accresciuta con il tempo. Certo la vita dei Carabinieri di oggi non è quella di cento anni fa; i tempi si aggiornano, ma non lo hanno mai dimenticato. Sono passati ottant’anni e ne stiamo ancora parlando e questo secondo me è un simbolo della santità di Salvo…”
Lo faranno santo?
“L’eroe è colui che è artefice della storia, come dicono i libri, il santo interviene nella storia… Di Salvo possiamo dire che viene additato ancora ai giovani come figura-modello di caritas. Noi non abbiamo chiesto che diventi santo, ma in un momento di raccoglimento mia madre scrisse: ‘Io non penso a Salvo martire o santo, ma una cosa posso dire che Salvo è stato strumento di Dio’ e tutto lascia pensare che queste parole siano la verità. Forse questa frase di mia madre la possono interpretare meglio degli altri i vertici dei Carabinieri; loro possono valutare se ha detto la cosa giusta. Se diciamo strumento di Dio è inteso come progetto di Dio e questo non può essere altro che per la salvezza degli uomini”.
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Stefano e la sua uniforme

Il Vicebrigadiere del nostro spettacolo e’ un vero Carabiniere.
Un po’ perché Stefano lo e’ anche nella vita, ma soprattutto perché nell’interpretare Salvo ha avuto delle emozioni e sensazioni davvero forti. Ci ha poi confidato che essere lì davanti ad Alessandro D’Acquisto a rappresentarne il Fratello sacrificatosi 80 anni fa e’ stata tra le commozioni più forti della vita.
La sua uniforme ci e’ stata invece concessa in uso gratuito, tramite il socio Remo Buosi, dalla più antica azienda di costumi teatrali italiana, la romana “Costumi d’Arte”, fondata nel 1816 da un ex sergente del Regno d’Italia sotto Napoleone.
La nostra Associazione desidera ringraziare ambedue per la gentile disponibilità e sensibilità per aver collaborato alla realizzazione di un evento così ben riuscito anche per merito loro.

Inaugurazione Museo dei Carabinieri Reali

10 Giugno 2023

Finalmente la nostra cerimonia di inaugurazione ufficiale.
Sabato 11 giugno si è tenuto a Conegliano il taglio del nastro che ha sancito l’apertura ufficiale della “Collezione Antoniazzi – Museo dei Carabinieri Reali”, un giorno importante per la storia del collezionismo di cimeli storici dell’Arma dei Carabinieri Reali.
Alla cerimonia d’inaugurazione che ha visto anche la partecipazione del Questore di Treviso Dott.ssa Manuela De Bernardin Stadoan, erano presenti i vertici provinciali e locali dell’Arma e delle altre forze dell’ordine, il Sindaco Fabio Chies, del Vicesindaco Claudio Toppan, dell’Assessore alla Cultura Cristina Sardi, nonchè alcuni dei soci dell’Associazione Antoniazzi che gestisce la Collezione. Ospite d’onore Alessandro D’Acquisto.
Prima del taglio sono intervenute brevemente alcune personalità introdotte dal Capitano Filippo Cuscito.
Il Generale di Brigata Vincenzo Pezzolet, storico dell’Arma e direttore della rivista “Fiamme D’Argento”, insieme al Maresciallo Francesca Parisi, autrice di diversi libri sulla storia dell’Arma, hanno sottolineato l’unicità di questo museo privato dedicato ai Carabinieri Reali, diventato strumento di narrazione del passato e simbolo di un impegno culturale e sociale doveroso. Allo stesso tempo il museo, frutto di un’attività di acquisizione da parte della famiglia Antoniazzi tramandata per generazioni e rappresentazione concreta di un pensiero che sta alla base della collezione, comporta un’assunzione di un notevole impegno conservativo e la disponibilità a condividere con la comunità questo patrimonio, scelte non scontate. Il Colonnello Massimo Ribaudo, Comandante provinciale dei Carabinieri di Treviso, ha invece evidenziato la grande passione di Guido Antoniazzi, presidente dell’Associazione e padrone di casa, e la sensibilità nel selezionare la raccolta e nel saperla descrivere ai visitatori suscitando grandi emozioni.
L’apertura delle sale espositive, con un concentrato di oggetti originali che raccontano attraverso uniformi, armi, documenti e suppellettili la vita e il decorso storico dei Carabinieri al servizio della monarchia, è culminata con un momento molto suggestivo: il discoprimento da parte di Alessandro D’Acquisto della teca contenente una manciata di terra proveniente da Palidoro, raccolta ai piedi della torre dove venne giustiziato suo fratello, il Vicebrigadiere Salvo D’Acquisto, figura esemplare emblema della dedizione alla Patria.
La “Collezione Antoniazzi – Museo dei Carabinieri Reali”, è l’unica collezione privata di Conegliano a essere stata inserita nel circuito dei musei cittadini della Città. Fa parte dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei ed è stata ammessa dalla Commissione ASI nel suo registro come Museo della bicicletta militare.
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Il nostro spettacolo “l‘Italia di Salvo D’Acquisto”

Il successo di una serata a teatro con “l’Italia di Salvo D’Acquisto” a 80 anni da quel tragico giorno a Torre di Palidoro.
Venerdì 9 giugno, alla presenza dei vertici dell’Arma dei Carabinieri, delle autorità civili e militari e del nostro socio onorario Alessandro D’acquisto, si è tenuto lo spettacolo teatrale “L’Italia di Salvo D’Acquisto”.
L’evento ha avuto un particolare significato per l’Associazione Collezione Antoniazzi, chiamata a esaudire il desiderio di Alessandro di rivedere uno spettacolo sul fratello particolarmente emozionante, messo in scena anni fa dal duo di attori trevigiani Paola Storini e Lino Pauletto, riproposto all’Auditorium Dina Orsi di Conegliano con la stessa regia di allora di Enrico Facchini.
Durante la serata, attraverso il dialogo tra gli attori intercalato da spezzoni di video con riferimento a fatti storici, documenti e testimonianze di chi ha visto e vissuto con i propri occhi la vicenda, si è ripercorsa la storia del gesto eroico di Salvo D’Acquisto.
Il Vicebrigadiere dei Carabinieri Reali in servizio in quel tragico settembre 1943 nella stazione di Torrimpietra, in Lazio, si è immolato come vittima sacrificale al posto di 22 innocenti scelti a caso come rappresaglia per un presunto attentato a un reparto di paracadutisti tedeschi della 2 Fallschirmjäger-Division. Dopo aver fatto di tutto per cercare di spiegare ai tedeschi che l’esplosione avvenuta presso la vicina Torre di Palidoro non era frutto di un’aggressione, ma di una tragica fatalità, Salvo, che meno di un mese dopo avrebbe compiuto 23 anni, si è attribuito la colpa costringendo per la stessa legge di guerra che ammette la rappresaglia a liberare gli ostaggi. Nonostante tutti sapessero che non era stato lui, fu giustiziato e sepolto in una fossa ai piedi della Torre.
Alla fine dello spettacolo un giovane Salvo D’Acquisto in bicicletta è passato tra il pubblico incrociando lo sguardo del fratello e con un muto sorriso lo ha ringraziato per la dedizione dimostratagli in tutti questi ottant’anni spesi a celebrare la sua memoria: un incontro metaforico di grande pathos.
Questo omaggio a Salvo D’Acquisto, eroe dei Carabinieri e dell’Italia intera, ha visto una grande partecipazione dell’Arma che non poteva mancare a un appuntamento tanto importante non solo per lo spettacolo in sé, ma soprattutto per il suo significato simbolico e il valore di perpetrare una memoria storica che non può essere smarrita e non va dimenticata, nel nome di un sodalizio per cui anche Alessandro ha speso la sua vita con impegno.
Il ruolo dei Carabinieri tra la gente e le azioni che ogni giorno ne distinguono l’operato anche in situazioni di grande difficoltà, mettendo spesso a repentaglio la loro stessa vita, è stato ricordato dal Generale di Corpo d’Armata Maurizio Stefanizzi, Comandante Interregionale dei Carabinieri “Vittorio Veneto”, sulla scia di Salvo e di altri illustri esempi nella storia dell’Arma.
Insieme a lui hanno presenziato alla serata il Generale di Divisione Giuseppe Spina, Comandante della Legione Carabinieri Veneto, il Maggiore Fabio Di Rezze, Comandante della Compagnia Carabinieri di Conegliano e il Generale di Brigata Vincenzo Pezzolet storico dell’Arma e direttore della rivista “Fiamme D’Argento”, il Cap. Giuseppe Luisi comandante della locale Compagnia della Guardia di Finanza.

Ritorno a Castel Goffredo

Oggi parliamo del ritrovamento di un importante testimonianza fotografica che abbiamo riportato nella località in cui venne scattata.

Nel lontano 1864 in un raro momento di tranquillità, il Brigadiere Carlo Baietta, comandante della Stazione Carabinieri di Castel Goffredo, ed i suoi uomini si fecero immortalare in una foto rimasta fortunosamente intatta.

Per noi questo storico documento non poteva e non doveva rimanere nella esclusiva disponibilità dell’Associazione, esposto in una teca, ma si è deciso di riportarlo nella sua sede originaria.

Con una accurata scansione e stampa su materiale plastico di buon spessore dell’immagine ingrandita, il manufatto era subito pronto per la consegna, avvenuta nei giorni scorsi agli attuali “colleghi” del presidio dell’Arma

Abbiamo quindi avuto il piacere di conoscere il Luogotenente Nicolò Di Marzo ed i suoi militari che, ricevuto il dono, hanno manifestato l’intenzione di voler localizzare ove era situato all’epoca il presidio dell’Arma, di quella che fu quasi sicuramente la prima sede dei Carabinieri di Castel Goffredo.

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Prima consegna di ingrandimenti di foto storiche

…capita spesso di trovare, tra le migliaia di oggetti esposti nei mercatini o nelle aste online, delle foto ricordo ritraenti dei Carabinieri Reali per lo più ambientate nei luoghi ove prestavano servizio. Purtroppo la maggior parte delle volte questi piccoli e preziosi documenti fotografici finiscono dispersi in album o cassetti.

Immaginando che il desiderio dei soggetti presenti in tali foto potesse essere quello di far conoscere un momento della loro vita, ma anche della storia dei numerosissimi Comandi dell’Arma capillarmente sparsi nella penisola, abbiamo deciso di riprodurle in grandi dimensioni e riportarle nei luoghi in cui furono scattate.

Questo progetto ha trovato una sua prima concretizzazione proprio ieri quando, grazie alla gentile e cordiale ospitalità del Comandante Provinciale di Belluno Colonnello Enrico Pigozzo e dei suoi collaboratori, si è proceduto con la prima consegna di due ingrandimenti fotografici di immagini scattate negli anni ‘40 a Cortina d’Ampezzo. Nella spettacolare cornice innevata di Corso Italia e di una non meglio identificata zona periferica posano il Maresciallo comandante della locale Stazione dei Carabinieri Reali ed il suo Brigadiere : un ricordo che ritorna nuovamente tra quelle montagne.

Cultura Veneto

Ringraziamo l’Assessorato alla Cultura della Regione del Veneto per lo spazio che ci ha dedicato sul suo portale

cultura veneto
Collezione Antoniazzi 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮, 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮 𝘀𝘂𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗮𝗯𝗶𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗥𝗲𝗮𝗹𝗶
Visita la collezione in Villa Rossi Conegliano Città Di Conegliano (TV)
Prenotazione telefonica – visite guidate per massimo 2 persone
Uniformi, medaglie, armi, biciclette, cimeli, materiale iconografico, documenti

👉https://bit.ly/3iPERv1
Un percorso espositivo di 60 mq. racconta la storia dei Carabinieri Reali, dall’istituzione del Corpo nel 1814 alla nascita della Repubblica italiana passando per il risorgimento e i conflitti mondiali, attraverso itinerari individuali di sacrificio e di valore.
Scopri anche l’editoria con le pubblicazioni e le collane di studi storici 👉 https://bit.ly/3D1TCl6
📷 Collezione Antoniazzi, Museo dei Carabinieri Reali

#scoprilaricchezza #CulturaVeneto #storia #collezioni #carabinieri
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L’incontro con il fratello dell’Eroe

Il 1° novembre 2022 abbiamo avuto l’onore ed il privilegio di incontrare il fratello minore dell’Eroe di Polidoro, il Prof. Alessandro D’Acquisto, che ci ha gentilmente accolti nella sua residenza a Napoli.

Il Prof.  D’Acquisto è una persona semplice, piena di umanità, disponibile e desideroso di raccontare le vicende della sua famiglia, catapultata nel ‘43 nella storia d’Italia. Ci ha parlato a lungo di Salvo e del grande gesto che lo rese Eroe, ma anche della causa di beatificazione, dei suoi tanti viaggi in giro per l’Italia per rappresentarlo, sino ai rapporti con le produzioni dei film realizzati su quel giorno a Polidoro, non sempre rispondenti ai fatti storicamente accertati.

È stata una grande emozione poter vedere da vicino il diploma originale con cui veniva attribuita, di motu proprio del Luogotenente del Regno Umberto di Savoia, la Medaglia Oro al Valore Militare del Fratello, da lui religiosamente custodita.

Al termine del piacevole pomeriggio è stata consegnata al Prof.  Alessandro D’Acquisto la tessera di Socio Onorario dell’Associazione “Collezione Antoniazzi”, ottenendo la promessa di una sua prossima visita al museo, ove peraltro è allestita una bacheca in ricordo dell’eroico fratello.

monumento
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diploma
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Carabinieri Reali in Russia

Museo degli Alpini Conegliano

Anche la Collezione Antoniazzi è presente con una vetrina dedicata ai Carabinieri Reali in Russia in occasione della nuova mostra storica “l’inferno di ghiaccio” allestita presso il locale Museo degli Alpini.

Inaugurata sabato 22 ottobre, Piazzale San Martino, Conegliano (TV) resterà aperta per circa 6 mesi. La mostra è ovviamente imperniata sul tema militare dell’evento, ma anche e soprattutto sul tema umano, raccontato con rinnovata sofferenza dai nostri reduci alpini negli anni appena trascorsi. Nelle sale sono visibili le divise dell’epoca riguardanti i belligeranti di ambedue gli schieramenti, le rispettive armi, cartine geografiche, documenti, decorazioni, tutti rigorosamente originali. Inoltre in tre sale sono state create tre scene inerenti i luoghi, l’ambiente climatico, i diversi temi che confluiscono nella drammaticità umana di quel momento storico, fedeli a tal punto da sembrare vere.

museo alpini
inferno di ghiaccio

La mostra storica al Museo del Risorgimento

Padova

Nei giorni 4 e 5 giugno 2019 in occasione del 205° Anniversario di Fondazione dell’Arma la collezione è stata presente con una Mostra Storica allestita al Museo del Risorgimento a Padova sopra il Caffè Pedrocchi organizzata dal Comando interregionale Vittorio Veneto con il patrocinio e la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura. Nelle Sale del piano nobile sono state esposte un notevole numero di uniformi di varie epoche, copricapi, cimeli, cartoline. Particolare curiosità ha destato una copia delle Regie Patenti, l’atto costitutivo del Corpo dei Carabinieri Reali datato 13 luglio 1814 per volere di Vittorio Emanuele 1°. Una sezione ha illustrato l’attività dei Carabinieri nella Shoah e nella Grande Guerra, anche con materiali provenienti dal Museo Nazionale dell’Internamento di Padova.

La mostra storica nei grandi eventi dell’Arma

Raduni Nazionali di Genova, Rimini, Padova, Assisi…

La Collezione Antoniazzi su richiesta del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha allestito la Mostra Storica in diversi Raduni Nazionali come Genova 5-6 e 11-12-13-14 maggio 1995, Rimini 1-2-3-4 maggio 1997, Padova 7-8-9 maggio 1999, Assisi 19-20-21 maggio 2000. Negli anni è stata presente ad un anniversario della Battaglia di Pastrengo, a due eventi a Merano, Bologna, Pieve di Soligo 27-28-29 maggio 1994, Conegliano 19/21 novembre 1993…

In questo filmato la Mostra a Palazzo San Giorgio di Genova in occasione dell’VIII° Raduno Nazionale Carabinieri, evento espositivo di grandi dimensioni eseguito sotto l’attenta guida del Generale Brig. M.O.V.M. Umberto Rocca Direttore del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri in Roma.

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mostra genova
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La mostra storica di Conegliano

Una delle nostre prime mostre storiche è sicuramente quella organizzata dalla Sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Conegliano e dalla locale Compagnia Carabinieri in occasione dei festeggiamenti della “Virgo Fidelis” patrona dell’Arma. L’allestimento fu realizzato negli ampi locali dell’auditorium “Fenzi” di Conegliano dal 19 al 21 novembre 1993 con un’esposizione di numerose uniformi, cimeli, documenti e foto d’epoca dei Carabinieri Reali nonché alcune biciclette, primi mezzi di locomozione dell’Arma. Nei tre giorni di esposizione si è avuto notevole afflusso di visitatori, dovuto anche al fortunato abbinamento ad un collettivo di pittura dal tema “I Carabinieri”, quali simbolo della storia e del costume dell’Italia. Inoltre la sera del 21 novembre si è tenuta la premiazione di tre militari in servizio presso l’Arma di Conegliano, particolarmente distintisi in attività di servizio nel corso dell’anno 1993, nonché la consegna dei riconoscimenti agli artisti intervenuti.

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Con il patrocinio di

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Come visitare il museo

Il museo è attualmente visitabile gratuitamente solo su prenotazione telefonica al cell. 337 502010.

Possono accedere per ogni visita guidata al massimo 2 persone.

Il museo essendo una porzione di abitazione privata non è purtroppo fruibile a persone con disabilità motoria

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Francesco Galifi

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